Nato come sistema per esternalizzare la propria attività, migliorandone quindi i guadagni, l’affitto di azienda è spesso un’importante opportunità per quelle aziende che si trovano in difficoltà. Andiamo a scoprirne di più su come funziona, chi ne determina il canone e quanto costa la registrazione.
Come funzionano gli affitti d’azienda e quanto costa la registrazione
Ricevere dei canoni di affitto può rivelarsi, per l’azienda, vincente in quanto generalmente ha dei costi ridotti rispetto a quelli relativi alla produzione del bene da immettere nel mercato. Senza dover per forza trasferire tutto il complesso aziendale, l’affitto di azienda permette di raggiungere ulteriori obiettivi, fra cui un passaggio generazionale o affrontare una crisi che ha colpito l’azienda. L’affitto d’azienda, dunque, è un vero e proprio contratto mediante il quale un imprenditore trasferisce il godimento dell’azienda a chi, appunto, la prende in affitto (affittuario). Tale contratto è sinallagmatico, consensuale e a esecuzione continuata. Ci sono delle specifiche norme che determinano la struttura di questo tipo di contratto e delle regole che definiscono ciò che accadrà al momento del termine del contratto stesso. Registrare un contratto per l’affitto d’azienda ha un costo di 200 Euro se tale operazione è soggetta a imponibile ai fini IVA. In questo caso, infatti, l’imposta di registro ha un costo di 200 Euro, che è fisso.
L’imposta di registro è regolamentata dall’art. 23 co. 1 del DPR n.131/86 che stabilisce che, con l’aliquota proporzionale del 3% viene corrisposto un indefinito, unico, contratto d’affitto mentre, con le diverse aliquote per le varie componenti aziendali, se ci sono canoni d’affitto distinti, relativi alla parte immobiliare e al resto dell’azienda che viene affittata. Ci sono diverse aliquote in base al settore come quello dei terreni agricoli (0,50%) o quello dei fabbricati (2%).
Chi determina il canone di un contratto per l’affitto d’azienda
Per stipulare il contratto è necessario avvalersi di un notaio che permetterà di regolamentare il tutto a norma di Legge. Negli ultimi anni il tema degli affitti d’azienda è stato ampiamente trattato, tanto da essere arrivati a stabilire varie metodologie di determinazione, come quella in cui il canone congruo è calcolato come prodotto tra il valore del capitale economico e un tasso di guadagno del capitale che viene investito all’interno dell’azienda affittata oppure, nel caso di un affitto d’azienda nato in seguito a una procedura fallimentare, il canone congruo viene calcolato quantificando il prodotto tra il valore dell’azienda, determinato tramite il metodo patrimoniale, e una percentuale inversamente proporzionale al livello di deperibilità dei componenti non materiali dell’azienda.
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