Al giorno d’oggi non tutti sono in grado di affrontare la vita coniugale, capita che qualcuno ci rinunci e abbandoni definitivamente il tetto coniugale piuttosto che trovare una soluzione. Per questo, sorge spontaneo domandarsi: esiste ancora l’abbandono del tetto coniugale? Scopriamo in questa guida.

Abbandono del tetto coniugale: vero o falso?

Il Codice civile impone ai coniugi specifici obblighi: tra gli altri, fedeltà, rispetto reciproco, mantenimento, assistenza e, appunto, coabitazione. L’obbligo di coabitazione presuppone che i coniugi vivano sotto lo stesso tetto.

L’abbandono del tetto coniugale è assolutamente vietato quando i coniugi sono ancora uniti nel vincolo di matrimonio: scappare da casa ed abbandonare il coniuge senza fare più ritorno comporta delle conseguenze civili e penali in quanto il matrimonio comporta anche assistere i familiari. L’abbandono del tetto, dunque, prevede sia punizioni penali e sia civili.
In caso di sanzioni civili, la persona che abbandona l’abitazione non avrà più il diritto di percepire il mantenimento, mentre in caso di sanzioni penali, il coniuge che scappa può rischiare o di essere recluso per solo un anno oppure ha il dovere e l’obbligo di pagare una multa minima di 102 a 1031 euro.

Quando si può abbandonare senza essere colpevoli?

Nel caso ci sia una buona ragione che orienta una persona ad abbandonare l’altro coniuge, allora l’abbandono è conforme alla legge. Per esempio, se una persona subisce violenza fisica o perchè è stato scoperto un tradimento, allora in quel caso non c’è reato per l’abbandono.

Ovviamente, si deve dimostrare fornendo le prove concrete sul motivo che ha scaturito questo suo allontanamento dal tetto coniugale.

Tra i vari motivi che sono tranquillamente giustificati ci sono:

  • intollerabilità trai i coniugi e alla convivenza e cattivo esempio ai propri figli;
  • intollerabilità a convivere con i suoceri;
  • motivi economici ed eventuale cambio di residenza nonostante uno dei due coniugi è contrario.

Quando avviene l’effettivo reato?

Il reato dell’abbandono del tetto coniugale avviene se il coniuge abbandona il tetto per un periodo di non ritorno, mentre se l’allontanamento è temporaneo, in tal caso, non si commette reato. Quando vengono a mancare attenzioni come l’assistenza coniugale, si commette reato di abbandono.

Nel caso in cui non si voglia più continuare la vita coniugale, per evitare di avere problemi penali ed evitare l’abbandono del tetto coniugale, sarebbe meglio aspettare il divorzio.

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Di Renan

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