Le grondaie vanno spesso incontro a problemi. Per fortuna, ridurli e prevenirli è relativamente semplice. Basta evitare errori comuni e procedere con una manutenzione intelligente. Ne parliamo qui, menzionando rischi, segnali di allerta e interventi di manutenzione.

Se invece cerchi informazioni sui costi di pulizia delle grondaie, ti consigliamo sul blog Ristrutturare-Casa una guida specifica di approfondimento.

Quali sono i segnali di rottura o malfunzionamento della grondaia?

Individuare in anticipo i segni di guasti permette di intervenire prima che si generino danni più seri alla copertura, alle facciate e al sistema di smaltimento delle acque meteoriche.

Ristagni e tracce di umidità

I ristagni, oltre a essere un rischio per il rivestimento, possono appesantire la struttura della grondaia stessa, deformandola.

Tutto parte dall’intasamento. Una grondaia intasata o con pendenza non corretta può trattenere l’acqua, causando ristagni che si riversano sui muri esterni.

Questo porta con il tempo alla comparsa di aloni scuri, macchie di muffa, scrostamenti dell’intonaco e infiltrazioni nella muratura.

Rumori anomali in caso di pioggia

Gorgoglii, colpi o rumori irregolari durante un temporale sono spesso segnali di un’ostruzione interna.

L’acqua, non trovando via di sfogo, cerca percorsi alternativi o si accumula in punti critici. Anche un leggero rombo continuo può indicare problemi nella pendenza dei canali o nei raccordi verso i discendenti.

Fogliame e nidi che ostruiscono

Le ostruzioni impediscono il deflusso regolare dell’acqua e possono provocare traboccamenti. Il controllo periodico evita danni sia alla copertura sia al sistema fognario collegato.

In autunno, la causa più comune di ostruzione sono foglie, ramoscelli e piccoli detriti. In primavera, invece, la causa è data da nidi di piccoli uccelli o insetti.

Distacchi di staffe e giunti

Le staffe che sorreggono la grondaia possono allentarsi o deformarsi nel tempo, specialmente in presenza di forti escursioni termiche o accumuli di neve.

Anche le giunzioni tra i vari elementi (angoli, terminali, innesti) possono perdere tenuta. Se un giunto non aderisce perfettamente, l’acqua può fuoriuscire e causare erosione o infiltrazioni lungo le pareti.

Pulizia e manutenzione grondaia: attenzione a sicurezza e costi

Una corretta manutenzione non si limita alla pulizia, ma comprende anche la sicurezza delle operazioni e la valutazione dei costi in base al tipo di abitazione e al livello di ostruzione.

DPI e lavori in quota: quando evitare il fai-da-te

La pulizia delle grondaie implica sempre un intervento in quota. Senza adeguati DPI – imbracature, guanti antiscivolo, scarpe da lavoro e una scala certificata – il rischio di caduta è elevato.

In presenza di tetti molto alti, facciate difficili da raggiungere, tettoie scivolose o pendenze importanti, il fai-da-te è sconsigliato. Un professionista utilizza attrezzature specifiche, come ponteggi mobili o piattaforme aeree, e garantisce un intervento sicuro.

Pulizia grondaie: come controllare pendenze e discendenti

La pulizia non consiste solo nella rimozione del materiale accumulato. Occorre controllare che la pendenza del canale sia sufficiente per il corretto deflusso dell’acqua, che i discendenti non siano otturati e che non vi siano deformazioni strutturali.

In caso di occlusioni profonde nei discendenti può essere necessario l’uso di sonde o idropulitrici a bassa pressione.

Installazione griglie e paragronda

Per ridurre la frequenza degli interventi è possibile installare griglie protettive o paragronda. Sono accessori che impediscono a foglie e detriti di accumularsi all’interno del canale, riducendo il rischio di ostruzioni.

L’installazione è rapida e può essere integrata nella manutenzione ordinaria. Tuttavia, richiede comunque controlli periodici: anche le griglie, infatti, possono trattenere detriti in superficie.

Come fare una buona manutenzione delle grondaie?

La gestione corretta delle grondaie è un aspetto spesso sottovalutato nella manutenzione dell’abitazione. Eppure, basta un piccolo intasamento per provocare effetti a catena: infiltrazioni nei muri, degrado delle facciate, danneggiamento del rivestimento esterno, erosione del terreno vicino alle fondazioni e persino formazione di ghiaccio durante l’inverno.

Per questo è consigliabile prevedere almeno due controlli l’anno: uno a fine autunno, dopo la caduta delle foglie, e uno a fine inverno, per verificare eventuali danni da neve e ghiaccio.

Magari, affidandosi a un professionista. Ciò permette non solo una pulizia più accurata, ma anche una diagnosi delle eventuali criticità della copertura, del sistema di smaltimento e delle lattonerie.

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Di Claudio

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