Oggigiorno è sempre più difficile trovare lavoro, specie per i giovani, a cui vengono offerti impieghi estremamente sottopagati. La soluzione sembrerebbe quella di procedere con l’autoimpiego e quindi di mettersi in proprio.
Aprire una propria attività può essere l’occasione di superare la crisi, creando il proprio progetto per soddisfare i bisogni della clientela di riferimento.
Il nuovo imprenditore, può scegliere dunque se aprire un’attività in proprio, oppure in Franchising. Quest’ultima è adatta a chi non sa da dove cominciare e desidera avere un supporto continuo da un’azienda nella gestione dell’attività. Per i primi mesi di apertura, infatti, i franchisor offrono consulenze mirate per la corretta gestione della nuova filiale.
Chi non sa da dove iniziare può anche fare riferimento alle numerose guide disponibili online, come quella pubblicata su: https://www.lavoroefranchising.com/come-aprire-un-attivita/.
Ci sono davvero tantissime opportunità: in franchising si può aprire un negozio di fiori, un negozio di tecnologia o uno di accessori, come per esempio una rivendita di cartucce e toner. Anche i settori di vendita sono tra i più disparati: dalla grande distribuzione al piccolo negozio sotto casa, dal ristorante al bar sport, dalle agenzie di viaggi a quelle immobiliare, oppure perché no, una di organizzazione matrimoni. Le attività in franchising sono tantissime, e non per forza si deve trattare di negozi. Vi sono, infatti, anche attività che offrono servizi per la persona o per la casa, come aziende di pulizie, oppure autolavaggio self-service, fotografo o Chef a domicilio.
Autoimpiego: vantaggi di aprire un’attività in Franchising
Aprire un’attività in Franchising offre diversi vantaggi, tra cui il sostegno continuo di un’azienda già solida e conosciuta dal pubblico. Con minime attività di marketing locale, infatti, il pubblico sarà già invogliato a servirsi di quel negozio o di quella attività per beni e servizi di cui necessita. Già solo vedendo il marchio, saprà di potersi fidare e affidare per trovare ciò che gli serve.
Non solo, il nuovo imprenditore avrà sempre a disposizione il Know How dell’azienda, potendo contare quindi di una strategia di vendita già consolidata, senza doverne progettare una da zero.
Ulteriori vantaggi sono la possibilità di ottenere consulenze gratuite, soprattutto in fase iniziale di apertura dell’attività, la formazione continua dei dipendenti e l’acquisto della merce direttamente dai fornitori dell’azienda principale.
Perché aprire un’attività in proprio
Sebbene negli ultimi anni i dati siano in calo, l’Italia conta 5 milioni e 39 mila lavoratori autonomi. Si tratta, quindi, secondo Adepp, l’associazione degli enti previdenziali, il paese europeo con il più alto numero di occupati in proprio.
Aprire una propria attività dà maggiore libertà sulla gestione del proprio lavoro e piena gestione del progetto. Ciò si traduce in uno stimolo maggiore e più voglia di portare a termine la propria mansione.
Infine, uno dei motivi per aprire una propria attività è quello di godere dei numerosi benefici che ogni anno vengono dati a chi decide di affidarsi all’autoimpiego. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, spesso, prevede incentivi e forme di aiuto per chi decide di affidarsi all’autoimpiego per realizzare la propria idea. Si tratta di servizi di orientamento specifici per il settore scelto, oppure assistenza per l’autoimpiego.
Idee per superare la crisi con l’autoimpiego: quali attività è possibile aprire
Le attività che possono essere aperte con l’autoimpiego sono tra le più svariate. È possibile offrire servizi dedicati alla persona, come massaggi olistici o massaggi decontratturanti, oppure consulenze di benessere.
Le macroaree in cui orientarsi per aprire un’attività sono:
- Il settore dei servizi: si tratta di un’area che si suddivide in tre grandi aree: servizi ai consumatori, servizi pubblici e i servizi alle imprese. La prima categoria, quella dei servizi ai consumatori, a sua volta si suddivide in sottocategorie di cui servizi per la persona, per la casa, servizi di consulenza per il lavoro, agenzie immobiliari, centri di istruzione e di formazione, centri sociali, centri per l’infanzia, servizi per la comunità, servizi di assicurazioni. A queste si aggiungono Spa, palestre e centri di corsi sportivi. A questi si aggiungono le attività di bar e ristorazione: la categoria comprende ristoranti, bar, pub, birrerie, food truck e locali per aperitivi. Tra i servizi pubblici, invece, sono comprese le autorità, ospedali e cliniche private, centri medici, centri che svolgono servizi pubblici come aziende di raccolta rifiuti o pulizia strade, o fornitori di corrente, gas e acqua. Infine, tra i servizi dedicati alle imprese troviamo: agenzie di marketing, agenzie di pulizie per le imprese, consulenti per il lavoro e agenzie di recruiting e centri di formazione per i lavoratori.
- Negozi, supermercati e grande distribuzione: comprende tutti i negozi di vendita al dettaglio di ogni tipo di settore.
- Turismo: tra le attività appartenenti al settore del turismo ci sono le agenzie viaggi, i tour operator, gli alberghi, ostelli, centri ricettivi, centri turistici e di informazioni.
- Commercio all’ingrosso: si tratta perlopiù di aziende, anche in franchising, che si occupano di fornire la merce per la vendita ai negozi che fanno parte del commercio al dettaglio. La suddivisione è tra il commercio all’ingrosso alimentare, a cui fanno parte tutte quelle attività produttrici di cibo, e non alimentari.
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