Quando si è in possesso di Partita Iva bisogna, come è noto, versare delle imposte. Queste tasse possono avere scadenze differenti a seconda del tipo di contribuente: quelle mensili devono essere pagate entro il 16 del mese successivo, mentre i contribuenti trimestrali dovranno corrispondere l’IVA rispettivamente a maggio, ad agosto e a novembre. In tale ambito, è anche necessario versare degli acconti che, nel caso di trimestrali avverranno entro e non oltre la fine di dicembre: il codice tributo che verrà applicato per il modello F24 relativo, sarà proprio il 6035. L’acconto dell’IVA rimane obbligatorio solo qualora l’importo sia superiore ai 103 euro.
Modello F24: quello che c’è da sapere
Si tratta di un modulo atto a versare imposte di vario tipo, che non riguarda quindi solo i possessori di Partita Iva: ad esempio l’IRPEF, la tassa sul reddito che varia a seconda dell’aliquota; oppure l’IRAP e altre tipologie d’imposte comunali e regionali, come IMU, TASI e TARI (rispettivamente Imposta Municipale Unica e tasse relative al possesso d’immobile e alla gestione dei rifiuti); o, ancora, l’F24 si impiega per il pagamento dei contributi INPS e INAIL.
A seconda dei casi, sarà il diretto interessato a pagare o il datore di lavoro a effettuare le trattenute in busta paga. Occorre ricordare che esistono diversi modelli di F24, quindi sarà indispensabile farsi guidare, se poco ferrati sull’argomento, al fine d’individuare quello che fa al caso proprio. Il più diffuso è certamente quello base, versatile per quasi ogni occasione; ma esiste anche quello per le accise, ovvero le tasse su fabbricazione e vendita di determinati beni e quello Elide, che si riferisce invece a locazioni o bollo di alcuni veicoli.
Solitamente si possono trovare anche pratiche guide alla compilazione e i dati anagrafici corrisponderanno sempre alla persona fisica o all’azienda cui si vogliano addebitare le imposte.
Il codice tributo 6035 per acconto IVA
Come già accennato, questo codice si riferisce ai contribuenti trimestrali che debbano corrispondere l’acconto dell’IVA entro la fine di dicembre (per quelli mensili, il codice sarà invece 6013). A pagarlo saranno sia persone fisiche in possesso di Partita Iva che società di persone o capitali. La sezione in cui il codice tributo 6035 deve essere chiaramente indicato, sarà quella riferita all’Erario. Coloro i quali possono corrispondere tali acconti con cadenza trimestrale, usufruendo quindi di tale codice, saranno professionisti che non superino un volume d’affari pari a 400 mila o a 700 mila euro a seconda dell’attività svolta.
Si tratta di una condizione che può anche cambiare di anno in anno, andando così a modificare anche la compilazione del modulo F24 relativo. Questa dilazione temporale, però, aggraverà le imposte totali di un ulteriore 1% a titolo di interessi.
Come calcolare l’IVA
Sia l’IVA che i relativi acconti, vengono calcolati secondo modalità differenti: l‘acconto classico si basa sugli importi maturati durante l’anno precedente, con pochissimo margine di errore nel calcolo. Il metodo analitico prevede, invece, una liquidazione dell’IVA che deve avvenire entro il 20 di dicembre e secondo tale proporzione si calcolerà l’acconto successivo; infine, vi è il metodo previsionale che fa una stima dei guadagni annuali in base a quanto si è arrivati nel mese corrente. Solo il secondo metodo, ovvero quello analitico, prevede una corresponsione del 100% dell’IVA, mentre gli altri due si limitano all’88%.
Come per la compilazione di qualsiasi altro F24, anche in quelli con codice 6035 è possibile inserire tributi contributivi o erariali a credito, così da compensare le spese. Lo stesso codice si può indicare anche a titolo di acconto degli anni precedenti, anche prima che l’Agenzia delle Entrate ravveda un ritardo o una mancanza: in questi casi specifici, bisognerà indicare un ulteriore codice che espliciterà chiaramente se si sta pagando una sanzione o un interesse di mora.
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