Tutti i contribuenti sono tenuti a predisporre, o far predisporre, da un professionista del settore, con cadenza annuale, la propria Dichiarazione dei Redditi mediante la quale viene definito il reddito effettivo, al netto degli oneri deducibili e delle spese detraibili, riferito all’anno precedente.
Sulla base del reddito effettivo, dunque, verranno calcolate le imposte che il contribuente deve riversare allo stato; per tutti coloro che elaborano il modello 730 sarà il sostituto d’imposta ad occuparsi di tale adempimento, per tutti coloro che, invece, redigono modello unico, l’obbligo sarà a carico del contribuente stesso che potrà versare quanto dovuto tramite modello F24.
Secondo la vigente disciplina tributaria il pagamento avviene in date prestabilite e mediante l’utilizzo di codici individuati univocamente in modo da avere certezza sulla natura dell’imposta riversata.
Uno dei primi adempimenti a cui il contribuente è tenuto ad ottemperare, dopo l’elaborazione della propria dichiarazione reddituale, è il pagamento della prima rata dell’acconto IRPEF.
La prima rata di acconto IRPEF
Il pagamento delle imposte dirette avviene in due fasi distinte: con la redazione finale del Modello Unico, viene definito l’ammontare del saldo IRPEF dovuto all’Erario riferito alla dichiarazione presente e l’acconto da versare riferito, invece, all’anno d’imposta successivo.
Tale acconto è dovuto nel caso in cui l’imposta dichiarata nell’anno in corso, al netto di oneri deducibili e compensazioni, (riferita quindi al periodo di imposta precedente) sia superiore ad Euro 51,65. Tale valore è quello indicato nel rigo RN33 del Modello Unico e l’acconto da versare è pari al 100% di tale importo.
Se la cifra è inferiore ad Euro 257,52 il versamento va effettuato esclusivamente in un’unica soluzione entro il 30 novembre; qualora, invece, sia superiore alla cifra sopra indicata il contribuente avrà facoltà di pagare l’imposta dovuta in due rate di cui la prima (pari al 40%) del totale va onorata entro giugno con il saldo dell’imposta IRPEF riferito alla dichiarazione precedente e la seconda (per il rimanente 60%) va pagata entro novembre.
La prima rata dell’acconto IRPEF, comunque, può essere pagata mediante rate mensili con l’applicazione di una maggiorazione, ma va comunque saldata entro novembre.
Il contribuente, come già detto, è tenuto a versare l’imposta mediante F24 e, per quel che concerne l’imposta sopra citata, il codice corretto da indicare è il 4033.
Cos’è il codice 4033?
Tale codice viene utilizzato dal contribuente in occasione del pagamento della prima rata di acconto IRPEF. La compilazione del modello F24 è relativamente agevole.
La sezione corretta da implementare è quella riservata ai tributi erariali (prima sezione del modello F24).
Precisa l’Ufficio delle Entrate che, per una corretta compilazione, il contribuente dovrà indicare:
- Codice tributo, se relativo alla prima rata di acconto IRPEF indicare 4033;
- Rateazione, nel caso di pagamento in un’unica soluzione implementare il campo con 0101, nel caso di
pagamento rateale indicare 01+la rata che viene saldata (ad esempio 0103 per la terza); - Anno di riferimento, indicare l’anno di imposta a cui si riferisce la prima rata di acconto IRPEF;
- Importo a debito, implementare con la somma dovuta.
Tutti gli altri campi non vanno compilati.
Leggi sullo stesso argomento:
- Codice tributo 6035: a cosa si riferisce e quando si utilizza
- Codice tributo 1004: cos’è e a cosa si riferisce?
- Come si registra in contabilità il codice tributo 1712 e a cosa si riferisce?
- Codice tributo 1040: cos’è e a cosa si riferisce?
- Codice tributo 7085: cos’è e a cosa si riferisce?
