Come avviare una coltivazione di bambù? Pensare al mondo degli investimenti permette di fantasticare su innumerevoli mercati che potrebbero offrire prospettive importanti di guadagno ma, quasi certamente, sono pochi, anzi pochissimi, coloro a cui è venuto in mente di coltivare bambù.

Non foreste incontaminate e cibo per i panda, quindi, ma anche potenziale fonte di profitti, l’impiego del bambù pare sia destinato a superare quello del legno e a diventare uno dei prodotti maggiormente impiegati nel settore dell’edilizia.

E allora, detto questo, un’idea innovativa potrebbe essere quella di avviare una coltivazione di bambù e, a tal proposito, la domanda più ovvia riguarderebbe se essa possa concretizzarsi anche in Italia.

Ebbene sì, non solo il territorio dello Stivale ben si presterebbe ad ospitare il bambù ma ne permetterebbe il suo sviluppo, dando a chiunque ne fosse interessato la possibilità di avviare un nuovo ed importante business che potrebbe sfociare anche nel campo di depurazione delle acque.

Come coltivare il bambù: tutto quello che c’è da sapere

Di origine asiatica e protagonista di numerose leggende, il bambù è una pianta abbastanza resistente che ben si adatta a diverse tipologie di terreno, purché esso sia leggero, ben drenato ed il PH ne rilevi un certo grado di acidità.

Terreni che, di contro, influenzerebbero negativamente la naturale crescita della coltivazione sono quelli paludosi e situati in zone ventose, nelle quali i fusti rischierebbero di subire danni importanti a causa degli agenti atmosferici.

Quindi, il primo passo verso la realizzazione della “foresta dei sogni” consiste in sopralluoghi mirati a verificare lo stato dei terreni.

Successivamente, bisognerà procedere o, scegliendo di piantare nel terreno o i semi di bambù oppure con la messa a dimora di piantine, opzione maggiormente consigliata rispetto alla prima perché le probabilità di attecchimento sono maggiori.

Non c’è un vero periodo ideale per piantare il bambù ma è certamente sconsigliato farlo durante la stagione invernale e – comunque – è sempre necessario seguire particolari accorgimenti, per come si riporta di seguito:

  • arare per bene il terreno,
  • procedere alla raffinazione e alla concimazione del terreno che ospiterà il bambù,
  • creare fossi perimetrali di contenimento affinché – crescendo – la pianta si mantenga all’interno della zona delimitata.

A questa prima fase di preparazione, dovrà seguire il posizionamento delle piantine all’interno dei solchi e bisognerà premurarsi di disporle almeno ad un metro di distanza l’una dall’altra. Esse andranno ricoperte col terriccio e, in ultimo, irrigate.

In ogni caso, il bambù non richiede particolare manutenzione tanto è vero che la pratica di irrigazione deve essere svolta solamente nel primo anno di vita della pianta che non necessita né di pesticidi né di fertilizzanti.

Il fatto che si tratti di una coltivazione non impegnativa, rende implicito che anche l’investimento iniziale potrebbe essere facilmente sostenibile.

Fioritura

Se da un lato è vero che il bambù richiede poche cure, dall’altro è anche vero che ci vuole moltissima pazienza per vederlo germogliare.

Infatti, solamente tra il 3° ed il 4° anno si potranno ammirare i primi germogli e, addirittura, bisognerà aspettare un lustro per poter raccogliere le prime canne.

Da questo momento in poi, ci sarà la possibilità di invecchiare con i propri bambù la cui età media è di 80 anni circa.

Bambù: su quale tipologia investire?

Naturalmente, è bene sottolineare che anche la scelta della tipologia del bambù è determinante per fare in modo che, dall’unione con il terreno, ne nasca una coltivazione di successo.

In Italia, la varietà più usata e quella con maggiore possibilità di sviluppo è sicuramente quella del bambù gigante che consente anche di muoversi meglio sui mercati.

A tal proposito, va specificato che sia i germogli sia le canne del bambù hanno un grande valore e risultano molto pregiate per motivi specifici che invitiamo a leggere di seguito.

I germogli: vengono usati anche in cucina e sono particolarmente apprezzati per le loro proprietà nutritive: crudi o sottolio, allietano il palato, rigenerano l’organismo e vengono utilizzati anche per la preparazione di creme e patè. Le foglie del bambù gigante danno sapore alle tisane e trovano largo impiego soprattutto nel settore della cosmesi.

Le canne: in un massimo di 28 metri di altezza, il bambù gigante conserva gran parte della sua “forza finanziaria” nelle canne che, caratterizzate da un diametro compreso tra 10 e 14 centimetri, nel campo dell’edilizia, si preparano a fare concorrenza all’uso del più tradizionale legno. Resistenza, leggerezza ed elasticità sono le caratteristiche delle canne di bambù, già largamente usate per realizzare mobili, infissi e pavimenti e, addirittura, in determinate regioni, anche per edificare intere costruzioni.

Ma non finisce qui e, infatti, il bambù trova terreno fertile anche nel settore tessile e nell’oggettistica: dare vita ad una coltivazione significa investire su un mercato innovativo e destinato ad una crescita importante ma, soprattutto, capace di determinare nel lungo periodo guadagni elevati.

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Di Renan

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