La dichiarazione di fallimento non è semplice da capire e tanto meno da spiegare, ma è una richiesta di legge obbligatoria quando ci sono dei problemi gravi di debiti e di insolvibilità. La procedura avviene in modo che ci sia una “liquidazione” della società o dell’azienda.
Un’attività in crisi, che ha dei problemi di creditori che non potrà saldare, deve, almeno in parte, saldare una parte del credito oppure (in accordo con i propri creditori) ristrutturare la restituzione del debito. Per far questo è necessario dichiarare fallimento.
Il concordato preventivo
Come mai ci sono società che prima dichiarano fallimento e poi riaprono? Questa procedura può avvenire semplicemente con il concordato preventivo. Esso avviene all’interno di una procedura di fallimento, ma che ha una riserva per gli imprenditori di media grandezza. Ovviamente ci devono essere sempre i presupposti per richiederla poiché altrimenti non è fattibile.
Quando si verifica il fallimento bancario?
Un ente bancario che ha dei debiti da riscuotere da un’azienda o società, può agire, per recuperare il denaro, con una richiesta di fallimento che permette di avere una liquidazione coatta. Quest’ultima consente di congelare i beni appartenente al debitore e diventano di proprietà del creditore.
Per fare questa procedura è necessaria la richiesta presso il tribunale competente e quindi aggrapparsi all’articolo 9 della legge fallimentare.
Altro elemento importante è che la procedura fallimentare può avvenire solo con imprenditori commerciali, tranne gli enti pubblici. Tutti coloro che producono beni e servizi o che sono intermediari, ma perfino con scambio di beni, rischiano di ritrovarsi ad avere tale procedura se non pagano i debiti contratti.
L’elemento principale che permette il fallimento è l’insolvenza, cioè il problema di non poter pignorare denaro o capitale poiché esaurito. L’ente bancario deve poi dimostrare che il debitore non soddisfa le obbligazioni contratte come da regolamento.
Conseguenze del procedimento del fallimento bancario
Una volta che è iniziata la procedura per la richiesta di fallimento, tramite la banca o direttamente da essa, il soggetto deve far ricorso. Ci sono delle possibilità di blocco di tale richiesta, ma solo con accordi preventivi. Essi vengono eseguiti comunque in ambito legale oppure con il tribunale.
In caso il soggetto non ha la possibilità e tantomeno l’intenzione di saldare il proprio debito, alla fine si ritrova ad avere un congelamento dei beni e una liquidazione coatta. Quando la banca ha la sentenza del giudice, che dimostra il fallimento, provvede al sequestro o pignoramento per avere poi mettere all’asta i beni. Il ricavato dell’asta andrà quindi a saldare il debito contratto, in parte o totalmente.
Leggi sullo stesso argomento:
- Surroga e sostituzione del mutuo: cosa conviene?
- Codice tributo 3914: quando si utilizza? Come si inserisce nel modello F24?
- Prestito da privato immediato
- Lettera accompagnamento fattura: che dati comprende? Come scriverla?
- Prestito BancoPosta di Poste Italiane: come richiederlo
