Unimpresa rivela un dato piuttosto sconcertante per gli italiani. Pare, infatti, che a versare in condizioni economiche ai limiti della povertà siano circa 9 milioni di italiani. I dati fanno riferimento ad un indagine che è partita a giugno 2014 ed è terminata a giugno di quest’anno: purtroppo ben 30mila persone sono entrate nel bacino dei deboli in Italia. Nel nostro paese, di fatto, secondo questa ricerca, ci sono almeno 9 milioni e 246 mila soggetti in difficoltà.
Fanno parte della fetta dei poveri non solo disoccupati, ma anche i lavoratori precari o economicamente deboli come quelli che hanno sottoscritto un contratto a tempo determinato (part-time o full-time), i collaboratori occasionali e persino i lavoratori con contratti a tempo indeterminato part-time.
I precari, che hanno contratti vincolati da scadenze e salari minimi, sono in tutto circa 6,1 milioni. Il mondo del lavoro italiano, sotto questo aspetto, non è migliorato molto dopo il Jobs Act. La situazione appare secondo Unimpresa pressoché immutata, se non migliorata solo per una piccola parte.
I dati, infatti, rivelano che sia alle famiglie che alle imprese sono arrivati pochissimi fondi attraverso una distribuzione che, di certo, non può essere definita omogenea. il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, vuole però essere ottimista, dichiarando che quest’anno si chiuderà sicuramente con una crescita rilevante del Pil, anche se sottolinea l’importanza di un intervento più tangibile dello Stato perché per far funzionare un’impresa è necessario che la famiglia stessa ( e quindi il consumatore), abbia il necessario per vivere bene, dignitosamente.
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