Quando si parla di pensione, con la crisi del mercato occupazionale e del welfare, sembra essere un traguardo sempre più lontano da raggiungere.

Accanto alla pensione garantita dallo Stato, ogni lavoratore può valutare la possibilità di sottoscrivere i fondi pensione, gli strumenti tecnici individuati dal legislatore al fine di garantire una pensione complementare. Scopriamo in questa guida cosa sono e come funzionano i Fondi Pensione.

Fondi Pensione: come funzionano?

Grazie ai Fondi Pensione, ogni lavoratore ha la possibilità di accantonare una quota dei propri guadagni realizzati durante la vita lavorativa allo scopo di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive rispetto a quelle erogate dagli enti previdenziali obbligatori.

Va da sé che il fondo pensione non è assolutamente obbligatorio e differisce dalla pensione, riconosciuta per legge, anche perché si può riscattare anticipatamente, sia pur con il rispetto di specifiche clausole contrattuali.

Il Decreto Lgs. n. 252/2005 introduce il riscatto parziale o totale dei fondi pensione.

In caso di inoccupazione il capitale può essere parzialmente (dopo 12 mesi) o totalmente (dopo 48 mesi) riscattato.

In caso di premorienza dell’iscritto l’importo maturato può essere riscattato.

Le fonti di finanziamento dei Fondi pensione si differenziano a seconda della tipologia di aderente (lavoratore dipendente, lavoratore autonomo e soggetti lavoratori assunti con contratto di lavoro “atipico”).

L’accesso ai fondi pensionistici è riconosciuto a qualsiasi lavoratore che voglia, in vista del futuro, avere la possibilità di attingere a due pensioni e mantenere lo stesso tenore di vita che ha avuto durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, senza dover ulteriormente sacrificarsi.

Fondi Pensione: Tipologie

I fondi pensione possono essere:

  • aperti: essi sono accessibili a tutti i lavoratori e la loro gestione è affidata alle banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio e società di intermediazione mobiliare. Possono essere sottoscritti in forma individuale o collettiva (quest’ultima solo qualora fosse prevista dal contratto con la propria azienda e salvo limitazioni) e, alla fine del periodo di lavoro, si potrà decidere se avere una rendita mensile oppure la restituzione dei propri risparmi in un’unica soluzione;
  • chiusi: essi possono essere sottoscritti solo da lavoratori appartenenti a determinate categorie e sono il frutto di accordi preventivi tra dipendenti e datori di lavoro. Conosciuti anche come fondi negoziali o contrattuali, il lavoratore potrà accedervi solo se ha firmato un accordo collettivo e, entro e non oltre, i sei mesi successivi alla data di assunzione;
  • a prestazione definita: è certa l’entità della prestazione, ma l’entità dei contributi varia a seconda delle esigenze del gestore del fondo con riguardo agli obiettivi che intende perseguire;
  • a contribuzione definita: è certa l’entità dei contributi, che è periodica e costante, ma non è certa l’entità della prestazione.

 

 

Leggi sullo stesso argomento:

Di Renan

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi