La parola ISEE è l’acronimo per Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ed è un metodo per calcolare la situazione economica di una famiglia, ed è necessario quando si richiede una prestazione sociale o previdenziale.
Cosa considera l’ISEE
Per calcolare l’ISEE si considera la situazione economia di una famiglia, ed oltre al reddito percepito, si considerano anche i beni patrimoniali immobiliari e non del suddetto nucleo familiare. Ciò include anche depositi di conti correnti, case di proprietà ed investimenti. Non mancano, però, delle detrazioni, come l’affitto o gli eventuali membri familiari a carico.
Il calcolo dell’ISEE, si effettua considerando le scale di equivalenza, che corrispondono al numero dei componenti familiari, e le maggiorazioni applicabili, il cui valore varia a seconda del numero di familiari a carico.
Questo documento occorre per le tasse e per richiedere delle prestazioni agevolate. Ad esempio, chi deve pagare le tasse universitarie del proprio figlio deve presentare nella domanda d’iscrizione tale documento, in modo da stabilirne l’importo da versare alla scuola. A seconda del tipo di prestazioni, si possono distinguere varie tipologie di ISEE, come quello standard, quello universitario (proprio per il caso appena citato) oppure quello socio-sanitario, utile per chiedere delle prestazioni mediche domiciliari o se un membro della famiglia è affetto da disabilità.
A chi e come richiederlo
Il calcolo dell’ISEE si può richiedere ad un CAF o ad un Patronato, dove si deve presentare il DSU, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica, nel quale si riportano i propri dati anagrafici, reddituali e patrimoniali.
Oltre a questo documento, al CAF o al Patronato, bisogna presentare: un documento d’identità valido, il codice fiscale, lo stato di famiglia, un contratto di locazione, l’ultima bolletta pagata del canone d’affitto, un certificato di invalidità superiore al 66 %, se presente nel nucleo familiare e l’ultimo modello 730 presentato. Per calcolare il patrimonio immobiliare, poi, serviranno un estratto conto, titoli di stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, depositi e conti correnti bancali e/o postali, azioni o quote simili, i dati di chi gestisce il patrimonio mobiliare, i fabbricati, terreni o altri possedimenti catastali, se ci sono, il capitale residuo del mutuo e contratti di assicurazione sulla vita. Le imprese individuali devono anche presentare il loro Patrimonio Netto.
Leggi sullo stesso argomento:
- Bonus baby sitter 2020: la scadenza slitta al 31 agosto
- FASDA: chi può usufruire di questo fondo ? Come richiederlo?
- Detrazioni fiscali 2020: quali documenti conservare?
- Seconda casa: costo fisso o risorsa economica?
- La regola del 50-20-30 per il risparmio familiare
