Tra le numerose regole ufficiose che caratterizzano il mondo degli investimenti finanziari, la prima per importanza e difficoltà è quella che, molto genericamente, impone di ricercare i profitti piuttosto che le perdite. Si tratta di un precetto ovvio, ma non per questo è facile da applicare, anche perché profitti e perdite dipendono spesso da ciò che, nel progettare un investimento o una strategia di operazioni, non si è tenuto conto.

La prima regola della finanza è di importanza essenziale proprio in quanto da essa deriva interamente tutto il processo di formazioni professionale, di pianificazione degli investimenti e di conoscenza di se stessi necessari a diventare un trader di successo: si tratta di un processo costante e senza fine proprio in quanto il mercato non è meno dinamico della nostra capacità di adattamento e di razionalizzazione.

Percorso di formazione responsabile

Una celebre citazione di una serie televisiva che ha fatto scalpore agli inizi del secondo decennio del nuovo millennio recita: «I soldi fanno l’uomo onesto». Si tratta di un principio estremamente paradossale che nel lungo termine non porta a nulla di buono: in seguito alla crisi dei subprime del 2007/2009 questo principio ha dimostrato tutto il suo potere autodistruttivo. Gli investimenti sconsiderati, suggeriti da potenzialità di guadagno immediate e molto cospicue, se condotti irresponsabilmente, sul medio/lungo termine portano a conseguenze devastanti per tutti.

Per tal motivo un nuovo principio si è sostituito a quello, un principio che cambia radicalmente il concetto di strategia di investimenti e che si fonda su una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’investitore.

Con l’avvento del trading online, il singolo investitore, sia esso principiante o professionista, è chiamato dalla propria stessa attività a valutazioni più attente e misurate sia delle proprie possibilità e capacità che dei propri bisogni. L’ingordigia sta venendo soppiantata piano piano dalla responsabilità.

Broker rigorosamente regolamentati

Ogni guida al trading online che si rispetti, come ad esempio quella di guidatradingonline.net, non cessa mai di mettere in evidenza la necessità di rifarsi a broker, ovvero piattaforme di servizi finanziari, regolamentati e riconosciuti dalle principali autorità del settore.

La regolamentazione e il riconoscimento del broker, infatti, ne accertano la buona condotta, il rispetto delle norme economiche varate in seguito alla crisi del 2007/2009 per impedire che un simile evento si possa ripetere e, soprattutto, rispettosi dei diritti fondamentali degli utenti.

In tal modo non solo si sa di stare investendo su piattaforme che non si dedicano ad operazioni illecite o borderline, ma anche e soprattutto si possono pianificare operazioni consci del fatto di essere salvaguardati sotto ogni aspetto e di non venir truffati.

Affidarsi a broker regolamentati dall’ESMA (European Securities and Markets Authority), dalla Consob italiana o dalla cipriota CySec è uno dei punti fondamentali del trading responsabile. Se un broker non è certificato da questi enti, allora molto probabilmente si tratta di una piattaforma truffaldina o non affidabile, e si sconsiglia caldamente di prenderla in considerazione almeno fino al momento in cui non verrà regolamentata e certificata.

Si lavora per vivere e non si vive per lavorare

Un altro corollario della prima legge della finanza riguarda le conseguenze derivate del trading sulla nostra vita: la nostra operatività deve essere commisurata alla nostra vita quotidiana e non viceversa. Accumulare grosse somme di denaro ma essere completamente assoggettato dalle dinamiche del mercato e dai suoi tempi meccanici e disumani in alcun modo può essere considerata una conquista.

Per poter ricercare i profitti ed evitare le perdite si intende non solo l’aspetto che riguarda gli investimenti veri e propri, ma anche la propria vita quotidiana: riuscire ad ottenere profitti ingenti al prezzo del tempo necessario allo spenderli per ciò che più ci aggrada non può essere in alcun modo considerato un profitto!

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Di Claudio

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